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Questa tua ipotesi è da ricollegare a quella di Markale in relazione a ciò che dice Diodoro.
Dunque, gallese "Cymry" (da cui "Cymru", "paese di Galles" e "Cymraeg", "lingua del Galles").
La traduzione Gallese antica è "patriota", "rifugiato" e deriva formalmente dal nome attribuito ai Britanni fuggiaschi nel Galles settentrionale e nel Gwynnedd scacciati dalla Northumbria e dalla Cumbria dai Sassoni a cominciare dal primo quarto del III secolo d.C.
Furono proprio i Sassoni a chiamarli così. Ma a differenza di ciò che molti credono erroneamente, il termine non è germanico.
I Sassoni chiamano così costoro, perché così costoro chiamavano se stessi.
"Cymry" infatti, suppone un antico gallico "combrog", che significa "gente dello stesso paese". "com", "cum" e "bro", "brogos" cioè, appunto, "compatriota", ripreso nell'irlandese (anche antico) "combraic", ovvero, "gallese".
E qui si chiude il cerchio, perché abbiamo confermata l'origine etimologica di "Cymry" se non bastassero le regole di trasformazione vocalico consonantica a farcelo capire.
Invece "Cimbri" è collegato all'antico irlandese "Cimb", che significa "tributo, "riscatto" e a "cimbid", "prigioniero".
Questo da senso a ciò che dice Festo (Epitome, XLIII),
"Cimbri lingua gallica latrones dicuntur".
Cioè, "I Cimbri sono chiamati predoni dai Galli" ovvero, visto che il testo ovviamente non presenta maiuscole se non quelle attribuite nella trascrizione posteriore, varrebbe anche per "I Galli chiamano Cimbri i predoni".
E chi erano i Cimbri agli occhi degli antichi, anche e non solo Galli..?
Predoni, devastatori, razziatori.
Peraltro, lo stesso Festo dice che gli Ambroni erano "gens Gallica". Ed etimologicamente ciò non fa una piega. Il nome dell'Emmer (il fiume affluente della Weser ha la stessa radice, una tribu Celto-Ligure dell'area dell'entroterra Genovese ha lo stesso nome ed è citata come corpo ausiliario di C.Mario.
Potrei dire un sacco di cose in relazione ai Teutoni, ma andremmo fuori dal seminato.
Anche per costoro le ipotesi convergono verso l'appartenenza alla cultura Celtica ed il loro stesso nome lo indica.
Sui nomi dei condottieri Cimbri, sono Celti.
Teutoboduo, "della tribu vittoriosa" o "Cornacchia vittoriosa" poiché "bodu" è anche il nome dell'animale sacro a Lug. Gaesorige, "Il re con la lancia". Lugos, "Di Lug", "Appartenete, votato a Lug". E Boiorige, "Re dei Boi".
Parlavano una lingua celtica, visto che chiamano il Mare del Nord "Morimaruse" (lo dice Filemone e Plinio lo riporta), da "mori", "mare" e "maru", "maros" ovvero, "morto". (Plinio il Vecchio, Historia Naturalis, IV,27).
Attenzione, questo mare "morto", non è il nostro Mar Morto, ovviamente.
E' il mare del Nord, dove le onde sono quasi assenti per buona parte dell'anno. Ecco perché è "morto".
Lo sostengono e così lo descrivono Pitea, Plutarco (che con Pitea ce l'ha un po su per le storielle sui mostri marini ecc.), Plinio il Vecchio, Tacito ed altri ancora.
Ed ecco perché a volte qualcuno fa un po di confusione. Dai Celti veniva anche chiamato "morimelinos" o "moridubio" ("mar nero") e così anche il Baltico. Il perché è facile da capire quando il tempo non è bellissimo.
Sertorio, responsabile del "servizio informazioni" di Mario, conosceva il Gallico, e gli era sufficiente per comunicare con i Cimbri ed i Teutoni e "per tutti gli affari" a loro correlati.
Erano armati secondo l'uso Gallico. (Isidoro di Siviglia, XVIII,72).
Forse di una loro tribu parla Tacito descrivendo le terre degli Estii, il quale, conoscendo bene sia Britanni che Germani, difficilmente potrebbe essersi confuso:
"Essi hanno gli usi e costumi dei Suebi, ma la loro lingua è più simile al Britanno.Adorano la Madre degli dei e le insegne del Cinghiale sono l'emblema di quella religione ". (Germania, XLV).
E Il calderone di Gundestrup risponde a parecchie domande, in quest'ottica:
Da essi (i Cimbri che ancora ai suoi tempi abitavano le zone a ridosso del Baltico), all'ambasciata che gli inviò Augusto, venne offerto in dono,
"...ciò che avevano di più caro e di più sacro, cioè il loro calderone sacro". Appunto.
(Strabone, VII,2 - Pomponio Mela, III, 2 - Plinio il Vecchio, Hist. Naturalis, II, 167 - Tacito, Germania, XXXVII - Tolomeo, II).
Vi sono altre notizie, di Tacito e Strabone che ci fanno capire molto, ma credo che possa bastare.
Ciò è però in contrasto con ciò che la filologia ci insegna. Nel corretto senso che le riconosce AèsCrànna, cioè, linguistica.
Benché tale associazione (Cimmeri=Cimbri) sia stata sostenuta per buona parte dell'antichità e confermata dallo storico ed eccessivamente panceltista Henry Martin nel XIX secolo, la questione può essere vista in modo differente:
Infatti, affinché tale equazione fosse corretta, sarebbe stato necessario che "Cimbri" fosse il termine più antico perché la mutazione M>B avesse luogo correttamente secondo le regole della fonetica.
Invece accade esattamente il contrario. "Cimmeri" risulta essere il termine più antico, e la mutazione B>M, come dice giustamene Markale,
"è logicamente impossibile".
Però, sempre secondo Markale, se gli antichi associavano i Cimbri ai Cimmeri, una ragione deve pur esserci stata.
Ad esempio Strabone cita Posidonio:
"...Posidonio...ritiene che i Cimbri, per loro natura predoni e vagabondi, abbiano spinto le loro scorrerie fino alle vicinanze della palude Meotide e per causa loro il Bosforo sia stato chiamato Cimmerio..." (Strabone, VII, 2).
Quindi sia Posidonio che Strabone avevano rilevato l'impossibilità della mutazione fonetica deducendone l'anteriorità di "Cimbri" rispetto a "Cimmeri".
Plutarco non fa eccezione. Egli svolgeva funzioni sacerdotali a Delfi e le sue opere storiche ne risentono.
E nel "Trattato sull"E di Delfi", cioè dei sacerdoti (Savi) che narrano verità oscure sotto forma di racconti mitologici, ricorre indifferententemente ai due termini.
Anche nella "Vita di Mario" (XII) confonde ripetutamente Celti e Cimbri, Cimbri e Cimmeri. (qui non riporto perché sarebbe troppo, ma troppo lungo).
Stessa cosa per Erodoto, che di Plutarco è una fonte. Egli sembra igorare del tutto i Cimbri.
Chiama tutti "Cimmeri" (Erodoto, IV,11)
Infine il nostro Diodoro Siculo, che afferma che quegli uomini portavano il nome di Cimmeri e
...che poco dopo li hanno chiamati per corruzione Cimbri" (V, 32).
A questo punto, visto l'ultima citazione di Diodoro che contrasta con la regola della mutazione fonetica, l'ipotesi è che tale mutazione non sia avvenuta all'interno della stessa lingua.
Più probabilmente tale trasformazione può essere dovuta ad una migrazione verso il Gallico, lingua i.e. da una lingua preindoeuropea. E questa ipotesi è sostenuta da fattori vari, non ultimi quelli archeologici oltre quelli letterari, che supportano la possibilità di una elite celtica alla guida di una popolazione costituita almeno in parte da elementi preindoeuropei assimilati e unificati dalla cultura dominante ma che che abbia conservato parte delle prorie caratteristiche in una certa misura.
Come del resto è avvenuto un pò ovunque, con differenze di grado.
Dunque, quanto a Diodoro, pare meno probabile che si sia "confuso".
Probabilmente diceva il giusto parlando di Cimbri e Cimmeri come un'unica popolazione.
E a questo punto mi sa che dovrò proprio cambiare tastiera, perché credo di aver battuto il record assoluto di modifiche per lo stesso post. Sigh...
Kailin!
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...absentem laedit cum ebrio qui litigat...
...se hai ancora una testa, impara ad usarla...
"...ed il più grande conquistò nazione dopo nazione
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perché più il là non si poteva conquistare niente..."
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Modificato 15 volte. Ultima modifica il giorno 11/12/06, 10:29 a cura di Federix.