> > La fai un po' troppo facile e "celtica"...quelli che combattevano come ausiliari con Mario da quel che so io erano Liguri, che "nella loro lingua anticamente si definivano Ambroni" (cfr. Fisher-Fabian, "I Germani").
Premesso che io ho citato le affermazioni di Jean Markale, se è per questo
"ambr(os)" in gallico significa "fiume", "corso d'acqua".
Mi hanno fatto notare una cosa, a proposito di quel libro. La scarsa attendibilità, ad esempio, delle notizie riportate a proposito dello scontro ai Campi Raudii. Se escludiamo qualche scarna notizia sul numero dei combattenti in Orosio e Livio, praticamente l'unica fonte primaria per la battaglia è Plutarco. Quindi suppongo che costoro abbiano seguito la descrizione di Plutarco a meno che non si siano inventati tutto di sana pianta. Il fatto è che in molte parti ci hanno aggiunto anche del loro, ed in maniera alquanto arbitraria. Dai un'occhiata al testo e confronta:
1) "...Mario da buon stratega considerò il fattore metereologico..."
- Plutarco non parla mai di vento.
2) "...Mario decide infine di mandare un legato..."
- Mario non manda legati. Secondo Plutarco risponde di persona.
3) "...Ma improvvisamente (Mario) cambia parere, concede un'eccezione e per il terzo giorno propone come campo di battaglia i Campi Raudi presso Vercellae (l'odierna Vercelli). Ingenuamente Boiorix accetta, senza sospettare che è stato giocato...
- Plutarco afferma che il terreno era favorevole ai Germani in quanto permetteva loro di sfruttare appieno la loro superiorità numerica, ed ai Romani per la manovrabilità della loro cavalleria. Dal seguito non si evidenzia in alcun modo che Mario abbia giocato Boiorix: egli contava sull'addestramento fisico e tattico dei suoi uomini.
4) "...Il giorno dello scontro ci si accorge che i guerrieri germani devono combattere con un sole accecante negli occhi..."
- La posizione del sorgere del sole doveva essere ben nota da prima a Boiorige, così come la particolare intensità dei raggi solari, visto che Plutarco afferma che si combattè in estate. Visto che si trovava in quel luogo almeno dal giorno precedente...
5) "...mentre vengono sferzati in faccia da enormi nuvole di polvere, provocate da un vento locale che soffia in quella stagione dell'anno e la cui direzione Mario naturalmente conosceva..."
- Plutarco afferma che la nuvola di polvere si alzò a battaglia già ingaggiata, e non per il vento, ma a causa dei combattenti stessi; inoltre tale polvere nascose a Mario la vista dei nemici, cosicchè egli vagò a lungo nella pianura prima di poter affrontare i nemici (il grosso dei Germani fu affrontato dagli uomini di Lutazio Catulo). Plutarco afferma inoltre che la polvere giovò ai Romani perchè così essi non poterono accorgersi della moltitudine dei loro avversari. La polvere quindi svantaggiò entrambi i contendenti.
6) "...Inoltre la vasta pianura offre buon gioco alla cavalleria romana decisamente superiore..."
Plutarco non menziona mai la cavalleria romana, mentre afferma che la cavalleria Germanica contava 15.000 uomini. In quanto al fatto che la cavalleria romana fosse decisamente superiore, gli eserciti romani del tempo avevano poca cavalleria, non oltre il 10% dell'intero esercito (circa 600 cavalieri per legione) per cui al massimo potevano essre presenti 6000 cavalieri su 55.000 uomini (circa 10 legioni).
7) "...E' certo che i Cimbri, almeno in prima linea, erano con armi catturate ai nemici..."
- Plutarco afferma che tutti e quindicimila erano così armati. (ma questo conta poco). E non dice nulla riguardo la provenienza di armi ed armature dei Germani.
8) "...furono proprio gli uomini a cavallo che, battuti dalla cavalleria romana superiore di numero...".
- Non c'è traccia di ciò in Plutarco. Egli afferma che la cavalleria Germanica si dispose in modo da chiudere la fanteria romana tra di essa e la fanteria Germanica; dopo di che Plutarco non menziona più nessuna cavalleria, nè Romana nè Cimbra.
9) "...furono proprio gli uomini a cavallo che, battuti dalla cavalleria romana superiore di numero, - - piombarono in fuga sui fanti che stavano prendendo posizione...".
- Plutarco afferma che fu la fanteria Germanica ad attaccare quella Romana. Nulla di più.
10) "...i Germani dovettero schierarsi di nuovo, avanzarono...".
- Plutarco non dice nulla di tutto ciò.
11) "..e, ripiegando a destra, s'incunearono tra il centro e l'ala sinistra.".
- Idem come sopra.
12) Il particolare dei tamburi suui carri in Plutarco proprio non c'è.
13) "...Questo 30 giugno del 101 a.C. fu un lungo, sanguinoso giorno: la fine cominciò a delinearsi quando i romani riuscirono con le loro ali ad accerchiare il nemico...".
- Neppure questo c'è in Plutarco, il quale afferma inveece che i Romani vinsero sul piano dell'addestramento fisico, visto che avvezzi alla fatica ed allenati com'erano (i muli di Mario), non risentirono minimamente nè del caldo nè della fatica per la corsa.
14) "...quando poi i romani superarono l'ultima schiera di germani, che si erano legati insieme per non cedere...".
Plutarco afferma che era la prima schiera ad essere legata.
15)"...e che avevano ormai perso Boiorix ed altri capi, raggiunsero l'accampamento ed iniziò l'eroica resistenza delle donne Cimbriche...
- "...Che prima, a sentir Plutarco, uccisero i loro connazionali che fuggivano, e poi commisero suicidio uccidendo i figli con loro stesse. Ma Plutarco non cita combattimenti tra i Romani e le donne Germaniche. Sembra propaganda antiromana....
Il commento del mio segnalatore è stato:
"...fortunatamente la storiografia tedesca è di livello assolutamente eccellente, Fisher & Fabian devono essere l'eccezione che conferma la regola..."
Personalmente non sarei così drastico. Ma cos'altro potrei rispodere se non che l'affidabilità di costoro ha marcato visita almeno nel giorno in cui hanno dato alle stampe tale pubblicazione?
Bisogna ammettere... vabbé.
Quanto agli "Ambrones" dell'entroterra genovese, che fossero liguri è appunto seriamente in dubbio,
E lo sostengono tra gli altri Delamarre e Barruol oltre a Markale.
A parte le teorie linguistiche e la tipologia e me evidenze a costoro attribuite, che non ha senso affrontare qui, aree isolate di tribù celtiche in territorio ligure ed a sud del Po ve ne sono diverse. Come di Liguri a nord del fiume.
Quanto alla linguistica in generale, data la consistente presenza di elementi indoeuropei nei relitti lessicali dell'antico Ligure hanno fatto intravedere la possibilità della sua appartenenza a questa famiglia. La questione, però, è ancora dibattuta.
Reperti a parte, ecco che ci dice il buon Kruta:
...Altre popolazioni subirono forti influenze, specie nel campo dell'armamento, tali da indurci apostulare una celtizzazione linguistica, tuttavia smentita dai fatti: come nel caso dei Veneti, dei Liguri, dei Piceni, di Certi Umbri e di popoli limitrofi all'area d'espansione danubiana in cui sembra aver prevalso un popolamento misto di Celti immigrati ed autoctoni. Impossibile stabilire con certezza (bilingue o con predominanza di uno dei due idiomi) il profilo linguistico di questi popoli compositi.
V. Kruta, La Grande storia dei Celti, p. 25.
In ogni caso, sembra ovvio che non si tratti di questi Ambrones nel caso dei fatti di cui discutiamo, visto che è certo si tratti di coloro che abitavano le zone delle isole della Fisia, Zuiderzee e dell'estuario del Reno dopo esservi giunti dallo Jutland. (perché anch'essi da li provenivano). Il collegamento, non è mio, è del già citato autore della teoria di cui sopra.
Quest'ultima è mia affermazione, l'altra è di Markale.
> Sulla similitudine onomastica di due popoli legati in realtà da legami abbastanza lenti si potrebbero tirare fuori esempi a iosa, come i Veneti gallici, i Veneti italici e i Vendi germanici...
Riguardo allo Jutland come terra germanica, se lo è stata da un certo periodo in avanti, c'è chi ha qualche dubbio che lo fosse ancora nel III secolo a.C. visto che potrebbe essere da quel luogo partita parte delle genti parlanti una lingua Celtica in "p" che colonizzò la Britannia meridionale in quei tempi. Più sotto a conferma, c'è un estratto che chiarisce tale situazione, di un testo di Nora Chadwick il quale afferma tra l'altro che tali situazioni siano ben più recenti del IIII secolo, e lo fa in relazione alla questione dei Cimbri e dei Teutoni. (seguirà alla prossima puntata)
Dopodiché, è ancora in discussione quale sia la vera origine delle popolazioni e delle lingua germaniche. E' sorta (l'ho riportata altrove qui su CW) quella della genesi linguistica come parlata "teutonica" del gruppo celtico. Curiosamente l'area di partenza della diffusione di tali popoli coincide con l'area settentrionale dell'area veneta (che non è equivalente di "venetica").
Del resto, abbiamo notizie di una colonia di Veneti stanziati in Pannonia nel V secolo a.C.dalle iscrizioni rinvenute a Szentlörinc (Ungheria sud occidentale).
Ed è altrettanto credibile che la commistione tra popoli i.e. (in minor numero) ed i preesistenti (in misura cospicua) non sia affatto esente da tale genesi.
Tengo a chiarire che riferisco la tesi, non che la sostengo. Però la seguo con interesse e curiosità.
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...absentem laedit cum ebrio qui litigat...
...se hai ancora una testa, impara ad usarla...
"...ed il più grande conquistò nazione dopo nazione
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perché più il là non si poteva conquistare niente..."
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