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Articolo pubblicato il 16/07/11
scritto da "Federix"
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 Lingalad - la Locanda del Vento (2010)
 
Tornano i Lingalad con un nuovo CD.
Questo potrebbe essere l'incipit di una comune recensione, scritta per dare notizia di una comune uscita discografica. Però "La Locanda del Vento" è tutto fuorchè comune.

I Lingalad ci hanno abituato in tutti questi anni a musiche, testi ed ambientazioni fiabesche, riuscendo, nonostante la leggerezza della tematica fantasy, a non scadere nella banalità; già negli album precedenti c'erano stati alcuni brani che avevano lasciato intuire una differente vena creativa, ma con questo nuovo lavoro la tranquillizzante atmosfera fiabesca lascia spazio e dà voce a nuove storie, fatte di umanità ed intessute sull'ordito di ricordi malinconici e di piccole ma straordinarie storie di vita.

E' sempre la Natura a fare da cornice alle parole ed alle musiche che ci regalano i Lingalad, ma questa volta la Natura si rivela per quello che è veramente: madre e matrigna, sempre pronta ad un caldo abbraccio o ad un gelido sguardo. Nonostante tutto sono storie così dense di naturale umanità da riuscire sempre e comunque a far emergere un senso a ciò che inevitabilmente avviene, che per quanto possa apparire crudele e spietato possiede un'aura di grande tenerezza e spiritualità. Rischiando di banalizzare l'idea, "La Locanda del Vento" è sotto molti aspetti quello che potrebbe essere un vecchio libro di fiabe e leggende, fatto di storie che vanno raccontate accando ad un caminetto scoppiettante (i Lingald sono pur sempre i Lingalad!), magari da un vecchio barbuto che fuma la pipa: nelle fiabe ci sono eventi tragici e magie, antiche conoscenze e insegnamenti su ciò che la vita è davvero e su quanto sia importante saper essere in sintonia con la natura; l'immagine potrà apparire banale, ma se le storie che questo vecchio saggio ci racconta non lo sono, allora potremo dire di esserne usciti arricchiti.

 Ne "Il profumo del Tempo", il brano di apertura, viene descritto il desiderio di tornare bambino, un'astuta quanto oculata scelta che aiuta l'ascoltatore ad abbassare le barriere emotive ed a riattivare la sopita capacità di stupirsi, che rende la vita dei bimbi così traboccante di magia e bellezza. Inizia poi il viaggio fra i racconti della Locanda del Vento, un luogo immaginario in cui aleggiano le storie raccontate o taciute da chi ci è passato anche solo per un istante. Quindici brani che si inseguono armonicamente, come un ruscello che nel suo tragitto a volte scivola pacato, altre volte precipita in cascatelle e si contorce in mulinelli, per poi tornare alla quiete. Quindici storie fra ricordi, emozioni, tragedie, eventi magici, poesia e bellissime melodie. All'atmosfera dell'album contribuiscono anche le voci di Gianni Musy e Davide Perino (doppiatori di Gandalf e Frodo ne "Il Signore degli Anelli"), ed un bel testo dello stesso Musy messo in musica da Giuseppe Festa.

Si tratta di un lavoro capace di commuovere, grazie all'abilità dei Lingalad di rendere tangibili le storie che raccontano. Un CD molto curato negli arrangiamenti e nei testi e che dà ampio spazio alle grandi doti vocali di Giuseppe Festa; definirlo un disco "maturo" significherebbe porlo sul medesimo cammino dei lavori precedenti: in realtà "La Locanda del Vento", pur non tradendo le cullanti linee melodiche cui il gruppo ci ha abituato e la costante presenza della tematica del rapporto con la natura, rappresenta un nuovissimo ampio passo, in grado di fondere il folk della tradizione con un modo di raccontare (e suonare) estremamente poetico e moderno.

E' un disco che va ascoltato prendendosi del tempo per sè, senza fretta, perchè lascia emozioni forti, profonde e, soprattutto, sincere. Il grande, e raro, pregio dei Lingalad è che sanno aprire lentamente e delicatamente porte che a volte non vorremmo spalancare, per paura di lasciarci andare all'emozione; troviamo così testi molto intensi, a volte con toni drammatici, ma sempre stemperati, tramite la sapiente alchimia musicale, nella consapevolezza che alla fine di ogni brano il protagonista (e con lui l'ascoltatore) ne uscirà migliorato. Non è per nulla facile recensire un Cd come "La Locanda del Vento", perchè è veramente come voler cercare di fare il sempilce elenco degli ingredienti per descrivere a qualcuno il gusto di una perfetta ricetta: il mio consiglio è quello di provare il piatto e, una volta riempita l'anima, cercarne gli ingredienti.


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