

Blackmore's Night
Ritchie Blackmore, al secolo Richard Hugh Blackmore, nacque a Weston-super-Mare, Somerset, Inghilterra il 14 Aprile 1945 ed è uno dei più celebri chitarristi Hard-Rock britannici. Egli fondò i Deep Purple insieme al tastierista John Lord nel 1968 e rimase nella band fino al 1975 per poi rientrarvi per un altro periodo, dal 1984 al 1993. Negli ultimi anni si è dedicato ad un progetto totalmente nuovo, i Blackmore’s Night, un visionario esperimento di musica rinascimentale e medioevale che ci consegna un Ritchie Blackmore irriconoscibile, totalmente rinnovato e per sempre lontano, dice lui, dalle plaghe del rock. Al suo fianco in questo nuovo progetto c’è la sua compagna, la bellissima Candice Night che, oltre ad essere una grande interprete, è anche un’ottima suonatrice di flauto, strumento fondamentale in questo genere musicale. Shadow of the Moon è l'album che ha iniziato l'avventura dei Blackmore's Night, ovvero la carriera da menestrello di Ritchie Blackmore. Dei 5 album in studio sinora sfornati da Ritchie e Candice, questo Shadow of the Moon è probabilmente il più bello e anche il più completo; le idee abbondano, le canzoni sono orecchiabili e atmosferiche, e ti viene veramente voglia di ascoltarle in un castello o in una corte medievale, cullati dalla gradevole voce di Candice (non sarà un mostro di versatilità, ma il suo cantato si adatta alla perfezione a queste composizioni) e immaginando per un'oretta di essere nel 16esimo secolo. Lo stile delle canzoni è un mix di folk, ballate medievali e più semplici pezzi acustici; poco o nullo l'apporto della chitarra elettrica, gli strumenti medievali (o almeno, che provano a ricreare quelle atmosfere) la fanno da padrone e anche un paio di canzoni si rifanno a musiche del tempo; la bellissima Play Minstrel Play (uno dei brani migliori) è costruita intorno a un brano scritto nel 16° secolo da Pierre Attaingnant, e una riedizione del classico Greensleeves (la leggenda la vuole scritta da Enrico VIII) fa la sua comparsa adattandosi veramente bene al contesto dell'album... chi non conosce il brano farà certamente fatica a indicare quali sono le canzoni originali e quali invece i riarrangiamenti di ballate medievali già esistenti. Le canzoni sono tutte molto belle; una menzione speciale meritano la title track, la seguente The Clock Ticks On, le dolci Be Mine Tonight e Magical World, che sembrano quasi delle ninna nanne, le tristi No Second Chance e Wish you were Here (creano atmosfere malinconiche decisamente suggestive), ma in generale tutto l'album è solido e non ha cali di qualità. Per quanto riguarda gli altri album, sono tutti bellissimi, ma il mio preferito rimane Under a violet moon, di cui menziono proprio l’omonima “Under a violet moon”, una canzone stupenda che crea un’atmosfera magica e surreale. DISCOGRAFIA: Shadow of the moon (1997) Under the violet moon (1999) Fires at midnight (2001) Pastimes with good company – Live double cd (2002) Ghost of a rose (2003) Beyond the sunset – The romantic collection (2004) Castles & Dreams – DVD (2005) |
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