

Il mio viaggio a Kildare (seconda parte) Poi la vedemmo… Lì, in fondo, finalmente la sua bella icona: era lei, Brigid, col suo lungo prodigioso mantello blu che si stendeva sugli sterminati verdi pascoli della contea di Kildare… <<Una candela, voglio accendere un cero…>> dissi cercandone febbrilmente uno. Beh, di candele ce n’erano davvero tante ma purtroppo tutte spente e, beffa delle beffe, niente di niente per accenderle! << È incredibile! Signora, sono venuta fin qui per te e non posso nemmeno accenderti una candela! E va bene… vorrà dire che ti offrirò quello che ho. Canterò per te… >>. Intonai “Gabhaim molta Bríde”, un canto in irlandese tradizionalmente dedicato a
lei il primo febbraio, giorno della sua festa:“Canto a gran voce le lodi di Brigit
Colei che è figlia non solo d’Irlanda
Ma di tutte le nazioni della terra
A Lei la lode da tutti noi!
Una splendente lanterna del Leinster
Una fiamma da un capo all’altro della terra
Guida delle donne d’Irlanda
Prima fra le donne più nobili
Viene l’inverno rigido e scuro
Breve e tagliente
Ma non appena il giorno di Brigit appare
La primavera non è lontana.
A Lei la lode da tutti noi!”
E mentre cantavo, potevo vedere la sua maestosa figura che si stagliava sul fondo d’oro dell’icona e copiose lacrime mi sgorgavano da sole dagli occhi. L’avevo già cantata tante volte ma quella volta è stata un’impareggiabile emozione.
Era ora di andare. Prima di lasciare la parrocchia scattammo un’ultima doverosa foto al retro del portale di vetro con i due simboli di Brigid e della sua Kildare: la ghianda e la Fiamma. Riprendemmo così la nostra marcia verso il pozzo… Il sole era alto nel cielo, così forte che al ritorno in ostello mi sarei ritrovata davanti allo specchio accorgendomi di avere la pelle bruciacchiata! Non avrei mai creduto di potermi abbronzare in Irlanda! Per la strada Mary Love mi raccontò della sua appartenenza ad una fede pagana e di come erano arrivate a Kildare dopo una lunga serie di tappe del loro pellegrinaggio spirituale per il mondo. Ecco: il viale alberato e già si sentiva il gorgoglìo dell’acqua del ruscello e le voci delle preghiere da lontano. Eravamo arrivate! Erano tutti lì, intorno al pozzo per il canto conclusivo! Le celebrazioni erano appena terminate. E la Fiamma? Intuimmo che le due religiose che vedevamo fossero proprio Suor Mary e Suor Rita, le custodi della Fiamma, e andai subito da loro per chiedere notizie in merito. <<Io sono Suor Mary>> disse la prima <<come ti chiami figlia mia?>>
<<Rita, vengo dall’Italia, da Napoli…>>
<<Ah, ma allora sei tu…! Rita, vieni qui!>> disse rivolgendosi alla consorella << è la ragazza che ha mandato quella lettera dall’Italia, quella che voleva visitare il nostro centro!>>
<<Davvero? Ciao cara! Abbiamo pure lo stesso nome! E loro due stanno pure con te?>>
<<Loro sono le mie nuove amiche dal North Carolina: Mary Love e Sara >>
<<Due Mary e due Rita! Che curioso! Che gioia, siete venute da così lontano!>>
<<Sorella, noi vorremmo tanto vedere la Fiamma, ma dov’è?>>
<<Ma è lì, guarda!>>
La Fiamma era poggiata davanti al pozzo: un grosso cero giallo-sole protetto da una lanterna.<<Vieni!>>
Ci avvicinammo con loro. Suor Mary la sollevò e… me la porse!
<< Prendila, vuoi tenerla per un po’?>>!!!
Potete immaginare quanto mi sia sentita emozionata e responsabile allo stesso tempo (tipo: <<Ho la Fiamma perenne in mano! Aiuuutooo… e se si spegne…!!>>).
<<Sorelle, vorrei portarla con me a casa ma non ho… non ho una candela…>>
<< Non preoccuparti >> intervenne una signora del gruppo di preghiera << ne dovrei avere ancora una in macchina >>.
Così mi portò un lumicino bianco e Suor Mary lo accese per me attingendo dalla Fiamma. Lo presi in mano ma subito un soffio di vento lo spense! Suor Mary vide la mia faccia rammaricata e prima che potessi spiccicare un :
<<Ma… ma… l’ho fatta già spegn…>>
<<No no no… >> mi rassicurò dolcemente, con l’indice poggiato sul centro del mio petto << Brilla nel tuo cuore!>>.
<<Suor Rita, non si può bere l’acqua del pozzo vero?>> osservò Sara.
<<Di questo pozzo no, ma c’è un altro pozzo segreto da quella parte, più avanti. Lì potrete bere e portarne un po’ con voi, se volete.>>
Ringraziammo molto e salutammo le due suore. Prima di andare, legammo anche noi come tutti gli altri pellegrini un fazzoletto ai rami della quercia che veglia sul pozzo, come segno del nostro passaggio. Infine io presi tre trifogli da una zolla di terra accanto al pozzo e Mary Love staccò un foglia da una giovane quercia piantata in quel giardino qualche anno fa da un suo connazionale devoto a Brigid.
<<Così ora torna in North Carolina!>> disse compiaciuta.
Mentre camminavamo tutte e tre verso il pozzo indicato da Suor Rita, notai una cosa… Io, una trentenne, camminavo nel mezzo. Alla mia destra una cinquantenne e una quindicenne alla mia sinistra… <<Ehm, stavo pensando…>> dissi esternando le mie conclusioni << Se tu, Mary Love, rappresenti la Vecchia Saggia e Sara è la Vergine… che cosa vorrà dirmi Brigid, che io sarei… che devo diventare Madre? Speriamo per ora che significhi che rappresento l’aspetto creativo…! >>. Ridemmo.
Eccoci: giungemmo infine all’ultima tappa del nostro pellegrinaggio, il cosiddetto “Wayside Well”. L’acqua cristallina sgorgava da una fonte sotterranea e riempiva il bacino di pietra del pozzo. Una lapide portava la scritta in gaelico:
“A Naoimh Bhrìd
Muire na nGael
Guì orainn”
(O Santa Brigida,
Maria dei Gaeli,
prega per noi)
Immergemmo e riempimmo le mani a coppa e le portammo alla bocca per bere. Poi con le dita ci bagnammo la fronte e la testa e bagnammo anche alcuni nostri oggetti come benedizione. Riempii una bottiglia da portare con me a casa e recitai infine un’ultima preghiera di ringraziamento.
Così tutte e tre ci avviammo sulla via del ritorno con una luce nuova negli occhi e una fiamma nuova nel cuore che il tempo non potrà mai spegnere.
Beh, amici miei, qui finisce il mio reportage su quello che è stato per me un giorno magico e indimenticabile. Ho cercato di descrivere i fatti senza amplificare nulla per rendere al meglio l’idea di come è stato veramente. Spero che vi sia piaciuto e di avervi trasmesso almeno un po’ della gioia e della grande pace che ha dato a me. Infine, grazie per la pazienza (se siete arrivati fin qui a leggere il mio sproloquio vuol dire vi ho rubato un po’ del vostro prezioso tempo!).
Se vi siete incuriositi e volete saperne di più vi rimando ai miei articoli correlati:
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