Articolo di Duilio Garzolino
Quando si parla di flauto o di whistle , nell’ irish music vengono subito in mente i nomi di Michael McGoldrick dei Capercaille e Kevin Crawford dei Lunasa, ma se ascoltate Nuala Kennedy scoprirete che non ha nulla da invidiare a questi due “mostri”. Dotata di una tecnica incredibile e di una voce che risale all’ antico sean-nos, la Kennedy si presenta con questo album (che dà anche il nome alla band) carico di tradizione e novità allo stesso tempo. Nata a Dundalk si sposta molto presto in Scozia dove arricchisce il suo modo di suonare irish con quello quello scozzese, entra a far parte del FINE FRIDAY (2 ottimi CD) poi con HAREM SCAREM, una pop-celtic band, collabora con gli ANAM e con JANE RIGLER. Ma è nell’ insegnamento che la Kennedy trova maggiore soddisfazione: passa molto tempo, quando non è in tour, con i ragazzi e, attualmente, è “tutor” presso la Boxwood flute school della Newcastle University. L’ album è “fresco”, con sonorità molto diverse tra loro: si passa dalle jigs tradizionali alle La ridèe bretoni, da arrangiamenti tradizionali a passaggi jazzistici (bellissimo “the dolphin school”), a volte si riconoscono sonorità tipiche di Flook e Lunasa. La ghost track è un’ omaggio alla sua bravura con il flauto, un gioco tra voce, note e rumori. La band è formata da Claire Mann al violino e flauti, Julian Sutton al melodeon e Marc Clement alla chitarra. Si aggiungono, in tour, Mhaire Hall al piano, Ronald Hay alle percussioni e Mario Caribe al basso. I brani alcuni sono traditional ed altri di sua composizione, i testi rigorosamente in gaelico (irish) mentre veramente molto interessanti gli arrangiamenti a cura di tutta la band. Il CD esce per l’ etichetta americana Compass (www.compassrecords.com) e può essere trovato anche via internet su molti siti (Amazon, Musicscotland etc etc). Altamente consigliato agli amanti di musica irish-scozzese e ai flautisti.
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